CONTINUIAMO A FARE IL PACCO ALLA CAMORRA

Per far nascere nelle nostre realtà qualcosa di nuovo

Mettiamo il caso di dover rispondere alla seguente domanda “Cos’è la mafia?” … come rispondereste …
… una delle prime cose che ci potrà sorgere in mente è, quasi sicuramente, che non siamo di fronte ad una risposta facile, tutt’altro, una risposta complessa e molto articolata, perciò è arrivato il momento di iniziare a documentarci, magari scovando qualche definizione attraverso i molti strumenti che oggi la tecnologia ci mette a disposizione, come Internet attraverso i suoi motori di ricerca, scegliamo poi di digitare, per esempio all’interno dell’enciclopedia online della Treccani, la parola “mafia” ed anche la frase “le altre mafie nel mondo”, la lettura di queste
definizioni ci aprirà sicuramente una strada conosciuta, ma che ci farà aprire gli occhi e vedere le cose che ci circondano in maniera diversa.
A questo punto è arrivata l’ora di raccontare l’esperienza vissuta da alcuni giovani affinché essa non resti solo un ricordo, ma possa continuare a vivere sia in loro che sensibilizzare il maggior numero di persone che leggeranno questo spezzato di storia.
Non esiste modo migliore per cominciare a conoscere una realtà come la camorra che andare in una terra non lontana, come la Campania. La visita in un paese chiamato Casal di Principe e il trascorrere del tempo con le persone del posto e dintorni permettono di osservare la realtà con occhi veri e non solo attraverso ciò che ognuno di noi può percepire dai film, dalle fiction e dai vari media, etc.
Nel bel mezzo della terra dei fuochi, si trova questo paese toccato nel profondo dall’assassinio di Don Peppe Diana, ucciso mentre si preparava per la celebrazione della messa, un giovane sacerdote che per cinque anni circa ha portato avanti la sua missione di sacerdozio nella parrocchia di San Nicola di Bari, proprio a Casal di Principe. La sua morte non fu vana, anzi ha portato i suoi frutti, attraverso persone che hanno trovato il coraggio di avere paura, di non arrendersi alle difficoltà e agli ostacoli e di lottare per un paese migliore.
Casal di Principe e i comuni limitrofi hanno attraversato dal 19 marzo 1994, la morte, il dolore, ma soprattutto, l’immagine che loro vogliono trasmettere, il percorso di rinascita. Un percorso lungo sfociato nella nascita, datata ufficialmente 25 aprile 2006, dell'associazione di promozione sociale "Comitato don Peppe Diana", che a seguire ha visto la conquista di numerosi traguardi grazie alle varie cooperative sociali, associazioni e non solo, che sono sorte e ruotano attorno al comitato. Tali organizzazioni creano economia e benessere sociale partendo dai beni confiscati e anche dai beni comuni per una riappropriazione del territorio in cui inserire persone svantaggiate che possano camminare insieme attraverso percorsi di cura, di felicità, di libertà e di lavoro. In questa sede ne ricordiamo solo alcune come “Fattoria Sociale Fuori di Zucca”, “Un fiore per la vita”, “Etiket Comunicazione”, “NCO-Nuova Cooperazione Organizzata”, frutti di un percorso di diversi anni, che ha coinvolto persone e organizzazioni, unite dal desiderio di non dimenticare.
Tutto ciò è la dimostrazione di come il crimine di un giusto ha dato la forza e la spinta di rialzarsi, puntando sul benessere sociale e sugli ultimi, dando ad ogni essere umano la possibilità di sentirsi liberi.
Ognuno di noi nel nostro piccolo, nella propria comunità dovrebbe avere la stessa forza di lottare e ribellarsi contro le ingiustizie in modo da ricreare e rigenerare il paese/mondo in cui viviamo. Perchè non possiamo far nascere anche noi una cooperazione per fare il bene!
             Così hanno risposto
PAOLO BORSELLINO
“Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d’accordo.”
GIUSEPPE AYOLA
“Può anche sembrare banale, ma se avessimo una occupazione legale garantita ai giovani, del cento per cento, probabilmente la mafia farebbe più fatica a reclutare manovalanza.”
GIOVANNI FALCONE
ROBERTO SAVIANO
“Se si continua a credere che davvero camorra e ‘ndrangheta e le altre organizzazioni criminali siano un problema del mezzogiorno, è finita!”
 
Ilary Kamilla

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Stiamo partendo con un progetto. Qualcuno di voi sarà contattato per aiutarci!!!
Intanto ci preghiamo, sperando di combattere la camorra dentro le nostre realtà!